Continua è la ricerca di nuove tecniche per lo sbancamento dei denti. La vera novità è che il laser risulta essere il mezzo più rapido ed efficace.
L’azione sbiancante è indotta da un processo di ossidazione: un gel contenente perossido di idrogeno viene steso sulla superficie di ogni dente ed attivato dalla luce laser. Grazie a questa attivazione, il perossido rilascia ossigeno che opera la scissione dei doppi legami dei pigmenti presenti nei denti, decolorandoli.
A protezione delle gengive si applicano dighe fotopolimerizzabili che hanno il compito di impedire al perossido, presente sulle superfici dei denti, di trovarsi a diretto contatto con la gengiva evitando così che si infiammi.
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| Paziente con gli occhiali protettivi | Applicazione della diga per proteggere le gengive | Applicazione del gel con perossido (rosso) |
A protezione degli occhi vengono forniti occhiali protettivi.
L’uso del laser per attivare il perossido di idrogeno velocizza sensibilmente i tempi di applicazione (una seduta dura circa 30 minuti).
Tutti i sistemi di sbiancamento, sia professionali che domiciliari, sono controindicati nei seguenti casi:
- pazienti con gravi malattie sistemiche;
- donne in gravidanza/allattamento;
- pazienti allergici a componenti del materiale da sbiancamento;
- pazienti con denti gravemente danneggiati;
- pazienti parodontali e con denti ipersensibili.
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| Applicazione raggio laser | Rimozione del gel e della diga | Rimozione del gel e della diga | Prima e dopo il trattamento laser |






